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Unione Europea: 4 procedure di infrazione ambientale contro l’Italia

Quattro procedure di infrazione contro l’Italia stabilite direttamente da Bruxelles.
Tre fanno riferimento "all’inadeguata gestione rischi da rifiuti"; la quarta istanza ci richiama alla mancata valutazione di impatto ambientale nella costruzione di due nuovi tratti stradali intorno a Milano.
In due casi l’Italia sarà deferita alla Corte di Giustizia europea, per gli altri due il nostro paese sarà informato che se non prende provvedimenti in merito anche in questi casi ci sarà il deferimento alla Corte di Giustizia. "Se non sono gestiti in condizioni di sicurezza - dichiara il commissario europeo all'Ambiente Stavros Dimas- i rifiuti possono costituire una minaccia reale per le persone e per l'ambiente. Mi auguro che l'Italia intervenga rapidamente per risolvere i problemi riscontrati. E inoltre importante procedere a una valutazione adeguata dei progetti di infrastrutture in modo da evitare o ridurre al minimo le ripercussioni negative sull'ambiente".
L’UE contesta al nostro paese la tardiva attuazione delle direttive in materia di rifiuti, approvata il 16 luglio 2001 e finalizzata a ridurre gli effetti sull’ambiente, in particolare per quanto attiene i danni olfattivi, l’alterazione delle acque e l’emissione di metano (fonte primaria dell’effetto serra) derivante dai residui organici.
L’Italia avrebbe recepito la direttiva solo nel marzo del 2003, considerando quest'ultima data il riferimento valido per l’attuazione della direttiva. Decisione inevitabilmente contestata dalla Commissione europea. Inoltre l’Italia, secondo Bruxelles, non avrebbe indicato la quantità di discariche effettivamente interessate dal decreto.
Ulteriore contenzioso riguarda la decisione delle nostre autorità, che non avrebbero definito più come rifiuti inclusi nella normativa europea alcuni rottami metallici e sostanze specifiche utilizzati nell’industria siderurgica e metallurgica. Ma il dito è puntato anche contro l’emissione dei combustibili da rifiuti di alta qualità, con effetti pesanti sulla qualità dell’aria tramite l’emanazione di sostanze altamente tossiche.
A breve le nostre autorità saranno chiamate a fornire risposte precise ed esaustive sul richiamo europeo. La Commissione UE intende esercitare un legittimo controllo sulla realizzazione di politiche  efficaci, nell’ambito dello sviluppo sostenibile tra attività umana e risorse naturali.


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