Fontana di Trevi, occupazione di Greenpeace contro le "spadare"

Una notizia di cronaca, che merita attenzione, ha visto come protagonista l’associazione ambientalista "Greenpeace", che stamattina nel pieno centro di Roma e con un gruppo di attivisti ha preso di mira la Fontana di Trevi srotolando striscioni di protesta contro le spadare, le enormi reti illegali con le quali molti pescherecci danno la caccia ai pesci spada e ai tonni. Le scritte riportate parlavano di "La pesca pirata uccide il mare" e "L'unica grande rete che vogliamo è una rete di riserve marine". Il tutto avveniva mentre una ragazza "usciva" dalle acque della fontana impigliata in una rete e vestita da sirenetta.
L’associazione ecologista ha precisato in una nota che "Ieri a presentato un bilancio del tour italiano della Rainbow Warrior, la nave ammiraglia dell'organizzazione, impegnata a pattugliare le coste italiane per monitorare lo stato dei fondali e individuare operazioni di pesca illegale. Sono stati denunciati quattro pescherecci che impiegavano reti illegali. Un pezzo della spadara utilizzata per l'azione dimostrativa di oggi è stata prelevata al largo di Capo Palinuro. Queste reti, lunghe anche 20 chilometri e alte 15 metri, vengono ancora calate nel nostro mare, in barba al bando, per catturare i pescispada. Vi trovano però la morte delfini e tartarughe, capodogli e altre balene".
Ma le conseguenze sono nefaste anche per i fondali e l’ecosistema marino delle alghe; e per quelle specie di pesci che non sono ricercate dai pescatori. Malgrado ciò non bisogna dimenticare che la difesa dell'ambiente deve includere non di meno il principio di tutela e conservazione dei beni ambientali, augurandoci quindi che per la prossima dimostrazione Greenpeace scelga una scenografia diversa. Tuttavia l’auspicio generale riguarda l'abbandono definitivo dell’uso di una tecnica di pesca barbara e devastante come l'uso di spadare.






