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Mare & inquinamento: rinvenuto DDT nel pescespada, allarme Mediterraneo

Adesso l'allarme salute sui cibi che mangiamo ha raggiunto un nuovo record negativo: la presenza di ddt nel pesce spada, uno dei piatti  più prelibati e nutrienti (fino a oggi...) che il mare era in grado di offrire. Questo dato emerge da uno studio condotto da Wwf e Università di Siena, che ha rilevato il "ritardante di fiamma", sostanza altamente tossica, in 29 esemplari di pesce spada pescati nel Mar Tirreno.

Anche l'altra associazione ambientalista italiana, Legambiente, rammenta in proposito un precedente studio da cui emerse la presenza di diossina nei tonni e nei pesci spada.

La ricerca del Wwf ha messo in evidenza la presenza nei pesci di sostanze tossiche che tendono a degradarsi molto lentamente e si legano facilmente alla materia organica dove si trovano, collocandosi con conseguente facilità anche negli organismi dei grandi predatori di mare come il pesce spada. Le sostanze nocive individuate sono le stesse presenti anche nei computer, tappeti, televisori e tende, ovvero nell'oggesttistica di arredo. Le sostanze rinvenute, spiega il Wwf, presentano proprieta' particolarmente dannose: provocano danni al sistema ormonale e alterano le funzioni neurologiche, comportamentali e riproduttive, costituendo un grosso rischio per la salute umana e per gli ecosistemi.

I veleni si diffondono facilmente per mezzo dell'aria e dell'acqua. Tendenzialmente non hanno frontiere, ma il Mediterraneo e' sicuramente piu' minacciato di altri perche' e' il piu' grande mare semi-chiuso, circondato da Paesi altamente industrializzati e con un'agricoltura altamente sviluppata. L'appello degli ambientalisti al Parlamento europeo è quello di votare il prossimo autunno un regolamento 'Reach' forte: si spera in una politica che miri a ridurre drasticamente l'esposizione alle sostanze chimiche dannose.

Significativo il commento di Silvano Focardi, rettore dell'Universita' di Siena: ''Molto poco si sa degli effetti che inquinanti chimici di nuova generazione possono avere sull'ambiente''. Difatti non esistono dati sulla sicurezza delle sostanze in uso, mentre non si può rimandare la messa al bando degli agenti chimici piu' pericolosi, sostituendoli con alternative piu' sicure.

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