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Ambiente, come fermare la caccia indiscriminata alle balene?

Da una parte si schierano Islanda, Norvegia e Giappone che costituiscono l’ossatura dei paesi favorevoli alla caccia alle balene; dall’altra gran parte del resto del mondo con a capofila la Francia, che ha deciso di sostenere una battaglia serrata per tutelare la sopravvivenza della specie dell'animale più grande del mondo.
La disputa si di nuovo infiammata dopo la decisione del governo islandese di riprendere la caccia ai cetacei a scopi commerciali "dal settembre di quest’anno al 31 agosto del prossimo anno – ha dichiarato il governo del paese nordeuropeo – la quota di pesca sarà di 30 balenotteri di Minke e 9 esemplari comuni. Cifre così ridotte non avranno alcun effetto sulla salvaguardia della specie".
Malgrado le rassicurazioni la Francia non accetta questa apertura del governo islandese verso i cacciatori dei mammiferi marini e fa sapere, attraverso il Ministero degli Esteri che "proverà in tutti i modi a fare pressioni sull’Islanda per farla recedere. La nostra iniziativa è supportata  dai principi difesi attualmente dalla Commissione internazionale per le balene, riunitasi nel giugno scorso nei Caraibi e nella quale il nostro Paese e' molto impegnato''. Insieme ai transalpini hanno preso posizione contro la caccia ai cetacei anche Sudafrica, Gran Bretagna, Usa, Brasile, Australia e Germania. Particolare non da poco il fatto che la carne di balene non è più in commercio sui banchi alimentari dal tempo della seconda guerra mondiale, quando, a causa delle poche risorse alimentari disponibili, la carne di cetaceo era definita il ''piatto dei poveri''.
Tuttavia la replica di Norvegia e Giappone non ha tardato ad arrivare: "La posizione dell’Islanda contribuisce a normalizzare la questione della caccia''. Per quest’anno Oslo ha autorizzato la cattura di 1.052 piccoli balenotteri, il numero piu' elevato dalla ripresa del 1993 dell'attivita' venatoria da parte del Paese scandinavo. Le autorita' norvegesi e islandesi sostengono di non essere vincolate formalmente al rispetto della moratoria sulla caccia alle balene, sottoscritta nel 1986.
Il Giappone ha assunto una posizione altrettanto netta: ''Noi - ha dichiarato il responsabile dell'Agenzia nazionale per la pesca, Hideaki Okada - affermiamo che per alcune specie e' possibile una caccia 'sostenibile' alle balene di tipo commerciale''. Ultimamente il paese del Sol Levante ha deciso di raddoppiare le quote di pescato ammesse per fini cosiddetti ''scientifici''. Il tetto annuale e' salito da 440 a 850 piccoli balenotteri di Minke.
Ma il mondo non ci sta ad assistere passivamente a una strage in cui non si riesce a intravedere la luce di una qualsivoglia ragione. E fa quadrato contro la caccia alle balene.

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