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5 giugno: si celebra la Giornata mondiale per l'Ambiente


E’ prevista per domani l’inizio delle celebrazioni per la Giornata mondiale per l'Ambiente, istituita nel 1972 dall'assemblea delle Nazioni Unite allo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica mondiale sulla questione clima e ambiente. I principali eventi dell'edizione 2007 si svolgeranno in Norvegia; mentre lo slogan prescelto, a sostegno dell'Anno internazionale per i Poli, sara' ''Ghiaccio che si scioglie, un tema che scotta?''.
Infatti l’emergenza principale è rappresentata dai mutamenti climatici causati dal riscaldamento del Pianeta, i cui effetti e gli scenari futuri, come le possibili soluzioni, sono stati al centro del recente rapporto degli esperti Onu.
Obiettivo di domani, spiegano i tecnici ambientali della Nazioni Unite, ''e' dare un volto umano alle questioni ambientali; far si' che le persone diventino agenti attivi dello sviluppo equo e sostenibile; accrescere la consapevolezza che le comunita' sono di importanza fondamentale per il cambiamento dell'atteggiamento riguardo le questioni ambientali; promuovere partnership, che garantiranno a
tutte le nazioni e popolazioni un futuro maggiormente sicuro e prospero''.
Secondo l'Onu assume carattere prioritario il rilancio della campagna dell'Unep, il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente, ''Pianta per il Pianeta'', che ha l'obiettivo di riuscire a piantare un miliardo di nuovi alberi nel mondo.
Esistono numerose soluzioni alla portata di tutti, come sostengono molti economisti, soprattutto se paragonate a cio' che si spende per soddisfazioni personali. Per l'economia mondiale – afferma il direttore dell'Unep, Achim Steiner - i beni e servizi ricavati dalle foreste valgono miliardi, se non migliaia di miliardi di dollari''.
Altresì le foreste sono contenitori importanti, sia dal punto di vista naturale che economico, per la loro capacità di sottrarre carbonio all'atmosfera e di trattenerlo nel legno dei tronchi e dei rami. In tutto il pianeta le foreste sono diminuita di un terzo rispetto ad un tempo. ''E' dunque giunta l'ora di rovesciare questo trend, e' ora di agire''. Ma oltre a ghiacci e foreste emerge un nuovo problema: il rischio estinzione per numerosi mammiferi, soprattutto in Europa.
Di seguito riportiamo alcuni dati mondiali, pubblicati dall’Onu, sugli effetti provocati dai cambiamenti climatici:

- TREND GLOBALE: declino del 29% dal 1970 al 2003 di tutte le
specie di vertebrati terrestri, marini e di acqua dolce.
- SPECIE TERRESTRI: declino del 31% dal 1970 al 2003.
- SPECIE MARINE: declino del 27% tra il 1970 e il 2003.
- SPECIE D'ACQUA DOLCE: declino di circa il 28% (1970-2003).
- SPECIE TROPICALI TERRESTRI: declino del 55% nel periodo
1970-2003.
- OCEANI: quello dell'area sud -30% di specie tra il 1970 e il
1998. Perdita di oltre il 50% dal '70 al 2000 per le specie che
vivono nelle acque del sudest asiatico e dell'India.
- MANGROVIE: perso oltre un quarto delle foreste di mangrovie
dell'Asia nell’ultimo decennio del ‘900. In Sudamerica la
perdita e' stata quasi del 50% nello stesso periodo.
- SPECIE D'ACQUA DOLCE: circa il 30% di perdite tra il '70 e il
2003 per quelle che vivono in aree temperate e tropicali.
- IN EUROPA: un mammifero su sei in Europa e' rischia
l’estinzione. Lo afferma l'ultimo rapporto della World
Conservation Union (Iucn). Le tendenze indicano che
oltre il 27% dei mammiferi.
- TROPICALIZZAZIONE: secondo i dati Icram nel Mediterraneo
arriva una specie 'straniera' di pesci ogni mese. In
particolare aumenta la quantità di specie penetrate
dal Mar Rosso e la migrazione di specie subtropicali e
tropicali dall'Oceano Atlantico. Non è errato parlare di
un processo di tropicalizzazione del bacino mediterraneo.
- AUMENTO CO2: secondo uno studio apparso sulla rivista
Proceedings of the National Academy of Science, tra il 2000 e il
2004 la produzione di CO2 e' triplicata rispetto agli anni
precedenti. Questo dato e' peggiore dello scenario piu'
pessimistico previsto dall'Ipcc nei suoi rapporti sul
riscaldamento globale.
- MARE: Gli oceani stanno perdendo la capacita' di assorbimento
di CO2. L'autorevole rivista Science riporta che il fenomeno e'
stato osservato in diverse e grandi aree oceaniche, in
particolare nella parte meridionale dell'oceano che circonda
l'Antartico.
- HIMALAYA: Il 5 maggio scorso l'Icimod, il Centro
internazionale per lo sviluppo integrato della montagna con sede
a Kathmandu che riunisce gli otto Paesi della regione himalayana
ha lanciato l'allarme: anche l'Himalaya si sta sciogliendo. Dopo
i due estremi polari l'Himalaya e' la piu' grande riserva di
ghiaccio del pianeta. Secondo l'Ipcc nei prossimi 30 anni
il graduale scioglimento dei ghiacciai dell'Himalaya
sarà causa di inondazioni e valanghe.
- POLO NORD: E' la rivista scientifica americana Science a
lanciare l'allarme: entro l’estate del 2040 i ghiacci del
Polo Nord potrebbero sciogliersi completamente dando vita ad un
'oceano stagionale'.I ricercatori del National Snow and Ice del
Colorado, hanno raccolto dati che ritengono inconfutabili sulla
base delle previsioni computerizzate.
Si legge su Science che la meta' dei modelli da
loro elaborati conferma che i ghiacci del Polo Nord, che
galleggiano direttamente sul mare a differenza di quelli del
Polo Sud e si distendono su una superficie pari a quella di un
continente, scompariranno completamente d'estate a partire
dai primi anni del prossimo secolo.
- EVEREST: Totalmente scomparsa una grande porzione del ghiacciaio
di Rongbuk, sul lato settentrionale del monte piu' alto del mondo, l'
Everest. La causa, ovviamente, è il surriscaldamento dell'atmosfera.
Lo ha constatato una spedizione organizzata dagli ambientalisti
di Greenpeace, che ha visitato l'Everest nella prima meta' di
maggio.
 

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