Termovalorizzatore di San Vittore, tra sviluppo territoriale e sostegno ambientale
Lo scorso 6 luglio si è tenuto nell’aula magna della Facoltà di Ingegneria Università di Cassino il convegno dal titolo "Termovalorizzatore di San Vittore del Lazio: tra sviluppo del territorio e tutela ambientale". L’incontro è stato promosso e organizzato dall’ Area Termovalorizzazione di Acea, coordinata dall’Ing. Piacenti. La tavola rotonda ha messo a confronto il mondo accademico con gli addetti ai lavori di Eall (società del Gruppo Acea preposta alla gestione degli impianti di termovalorizzazione), e altri soggetti istituzionali come la Federambiente, la ASL di Frosinone e la Regione Lazio. L’argomento del dibattito ha riguardato lo stato di avanzamento dei lavori per l’avviamento della seconda linea di produzione del Termovalorizzatore di San Vittore e il relativo impatto ambientale. Il programma degli interventi, previsti durante la mattinata, ha risposto in modo più che adeguato alla necessità di conferire un alto profilo, sia da un punto di vista scientifico, sia da un punto di vista politico e istituzionale, al Convegno. Il risultato è stato il frutto di un intenso lavoro svolto sul piano delle relazioni territoriali da parte dell’Ing. Piacenti e del suo staff. Il saluto di benvenuto è stato dato dal Rettore dell’Università, Prof. Paolo Vigo e dal Presidente della Provincia di Frosinone Francesco Scalia. A seguire ha preso la parola il Professor Giorgio Buonanno, il quale ha introdotto gli interventi successivi, a partire dal dr. Daniele Fortini, Presidente di Federambiente. Fortini ha focalizzato l’attenzione sulla normativa europea in materia di gestione del ciclo dei rifiuti. Egli ha sottolineato la necessità di una presenza più assidua da parte della comunità scientifica per quanto riguarda il dibattito pubblico sulla questione rifiuti, rimarcando l’importanza di un convegno sulla termovalorizzazione e la relativa partecipazione dell’Università di Cassino. Il Presidente di Federambiente ha spiegato che troppo spesso si leggono notizie e dati che traggono in inganno l’opinione pubblica su quanto attiene la gestione dei rifiuti: "La raccolta differenziata di per sé non rappresenta una soluzione se, al contempo, non si incentiva anche una seria politica di riciclaggio dei rifiuti. Ovvero misure capaci di indirizzare e destinare a ‘nuova vita’ gli scarti prodotti dalle attività umane". A conferma di ciò Fortini ha illustrato le statistiche sulla termovalorizzazione in ambito europeo e il riciclo dei rifiuti per la produzione di energia: "In Europa si termovalorizza in media il 24% dei rifiuti, con punte massime del 30% in Francia e in Germania; in Italia siamo fermi all’11%. Mentre lo smaltimento medio dei rifiuti in discarica è del 44% per i paesi europei (con il record dell’Olanda al 3%), con un massimo in Italia del 54%. Di fatto la termovalorizzazione è l’antagonista principale della discarica, e infatti considero fondamentale sviluppare una forte incentivazione della raccolta differenziata proprio laddove è presente un termovalorizzatore". Fortini ha spiegato che la confusione nasce dall’equivoco in base al quale i termovalorizzatori sono ritenuti solo ed esclusivamente delle banali discariche di rifiuti, anziché centrali di produzione di energia elettrica. Conclusione finale con elogio pubblico ad Acea e Università di Cassino per aver avviato una ricerca scientifica sulle nanoparticelle.
A seguire è stato il turno Stefano La Porta, Commissario Straordinario per i rifiuti della Regione Lazio, il quale ha spiegato come i dati sulla raccolta differenziata del Lazio stiano registrando un più 10%, in netta crescita e in controtendenza rispetto alla media nazionale, attestata a solo un più 2%.
La città, nella regione Lazio, che segna la percentuale di crescita maggiore è Roma, mentre la raccolta differenziata stenta a decollare nelle altre province. La Porta ha precisato che la richiesta avanzata al Consiglio Regionale era quella di avviare 8 linee di termovalorizzazione, ma dall’aula ne sono state approvate solo 6, con 2 di riserva. Una decisione che potrebbe non soddisfare le esigenze di chi si occupa del riciclo dei rifiuti. Secondo La Porta, è ancor più importante sensibilizzare i cittadini a praticare con continuità la raccolta differenziata; e congiuntamente la politica deve impegnarsi ad avviare progetti di impiantistica per il trattamento dei rifiuti leggeri. Altresì è auspicabile, secondo il Commissario Regionale, eliminare le discariche dei rifiuti solidi urbani.
Vincenzo Addimandi, esponente dell’ARPA di Frosinone ha evidenziato, dal canto suo, la necessità di una maggiore collaborazione tra i soggetti dell’area tecnica e scientifica da una lato, e l’area politica e amministrativa dall’altro, al fine di produrre un’informazione approfondita e una conoscenza diffusa in materia di gestione e riciclo dei rifiuti.
Il dr. Giancarlo Zotti è intervenuto per conto della ASL di zona, illustrando gli aspetti sanitari nella gestione del ciclo dei rifiuti e la complessa operazione di raccolta differenziata in ambito socio-sanitario, in particolare per quanto attiene i rifiuti speciali. L’ASL, ha spiegato Zotti, conduce ricerche e analisi di valutazione dell’impatto sanitario dei rifiuti, con costante attenzione al fronte della prevenzione e al riferimento normativo incluso nel Decreto Legge del 2006 (Testo Unico Ambientale).
L’AD Andrea Mangoni è intervenuto per conto di Acea: "Per l’Azienda è importante investire nella termovalorizzazione. Il nostro core business storico, l’energia, orienta per evidenti ragioni Acea verso il settore della produzione energetica, e la termovalorizzazione rientra a pieno titolo in questo ambito. Acea dispone di centrali da nord a sud, da Voghera, in Lombardia, fino a Napoli. Eppure le critiche verso la tecnologia della combustione da rifiuti non sono poche, spesso anche strumentali e fuorvianti. C’è la tendenza a sottovalutare un aspetto fondamentale e un contributo rilevante che scaturisce dalla termovalorizzazione, ovvero la combustione e il conseguente smaltimento dei rifiuti. Le vittime generate dalla caccia alle streghe, imbastita contro la combustione da rifiuti, dovrebbero essere i promotori stessi di polemiche sterili e fini a sé stesse. Per questo il rapporto tra noi e gli amministratori locali è sempre costruttivo e volto continuamente alla ricerca della soluzione migliore, caso raro laddove politica e impresa devono interloquire su argomenti così importanti. In Italia, ad esempio, soffriamo di una sorta di allarmismo eccessivo laddove si parla di rigassificatori, costruiti e utilizzati ovunque nel mondo senza alcun problema, da Tokyo a Madrid, ma non da noi. Un discorso simile vale per l’eolico: quando in Europa il costo per singolo Megawatt si aggira su 1 milione di Euro, da noi arriva fino a 1,5".
"La termovalorizzazione – prosegue Mangoni - è un sistema efficacissimo di smaltimento dei rifiuti e a San Vittore non abbiamo registrato alcune velleità retorica o deriva demagogica da parte degli amministratori locali; per questo siamo contenti, come Acea e quindi come impresa, di lavorare qui." Conclusione: "Il rischio in Italia è di soffrire un impasse da ‘eccesso di futuro’, ovvero parlare dei potenziali pericoli senza trovare e attuare soluzioni nel breve e medio periodo".
Di Matteo, Presidente di Eall società del gruppo Acea che gestisce l’impianto di San Vittore, ha diffuso alcuni dati relativi alla gestione della centrale. Ha descritto l’attività continua su base annuale del sistema di smaltimento, che consente l’eliminazione di 90 mila tonnellate di rifiuti in regime di CIP6. Il monitoraggio costante e le competenze acquisite nel tempo dalla società, secondo Di Matteo, permettono una funzionalità pressoché continua dell’impianto. I dati relativi alle attività registrate nel quadriennio 2004-prima metà del 2007, hanno segnato numeri costantemente in crescita per quanto attiene la produzione; a fronte di un bassissimo impatto ambientale frutto dell’eccellente processo di conferimento dei rifiuti, e di un efficace sistema di depurazione e abbattimento fumi e al monitoraggio costante delle emissioni.
Infine le conclusioni del convegno sono state riservate al Professor Buonanno, il quale ha dapprima illustrato come funziona la filiera della termovalorizzazione, dall’origine della raccolta rifiuti al conferimento e allo smaltimento tramite termocombustione. Successivamente Buonanno ha delineato i risultati di impatto ambientale registrati dall’impianto di San Vittore: "Infatti ben il 40% dell’investimento è stato riservato al sistema di abbattimento fumi, così come concepito da tutti gli impianti di termovalorizzazione concepiti secondo principi di avanguardia tecnologica. Così per legge l’emissione è di 300 microgrammi, la centrale di San Vittore ne rilascia 200, valore identico ai microgrammi presenti nell’aria di una qualsiasi città. Invece se i limiti normativi per l’emissione di azoto è 200, San Vittore ne rilascia 120. Mentre sulle diossine è rilevante notare che i termovalorizzatori di ultima generazione la distruggono, anziché generarla; inoltre non si segnalano presenze di metalli pesanti". Il Professore ha spiegato anche quanto riguarda le nanopolveri e il fatto che la ricerca medico-scientifica non è riuscita finora a dimostrare la loro nocività alla salute umana; mentre è curioso sapere che una normale attività di cucina domestica produce una quantità di nanopolveri superiore a quella rilasciata dal termovalorizzatore di San Vittore. Ancorché rilevante è il fatto che la nanopolveri sono prive di una capacità aerodinamica che ne faciliterebbe spostamenti di lunga portata.
Il convegno alla fine è riuscito nell’obiettivo di far luce e a promuovere una conoscenza, reale e approfondita, sulla produzione di energia da combustione da rifiuti. Acea ha tracciato una linea che vorrebbe essere un segnale importante, al fine di delineare un filo di collegamento tra le imprese di settore e il mondo della ricerca scientifica e universitaria. L’universo produttivo delle imprese, infatti, affiancato dal mondo scientifico e accademico è sinonimo di qualità per tutto quello che attiene le varie fasi dell’attività industriale ed economica.






