Cina, dopo le alluvioni arriva la siccità

Oltre sette milioni di cinesi (l’equivalente della popolazione residente in una metropoli come Londra), che vivono nel nord est del paese, si trovano oggi a secco a causa di lunghe settimane di caldo e di totale mancanza di pioggia. Mentre nel sud le inondazioni hanno causato una strage di proporzioni agghiaccianti: 700 morti da giugno a oggi. La notizia è trapelato da fonti ufficiali e sono state riprese, a conferma dell’ ufficialità. Quasi un terzo di tutte le fattorie delle province meridionali di Jiangxi, Hunan e Heilongjiang nel nordest sono state devastate, ha spiegato il Quotidiano del Popolo; invece le regioni autonome del Guangxi e alcune aree della Mongolia meridionale sono colpite da una siccità che sembra non finire mai. In Cina, poi, i terreni agricoli danneggiati dalla persistente mancanza di piogge hanno raggiunto la preoccupante cifra di 11 milioni di ettari e 5 milioni di capi di bestiame hanno problemi di approvvigionamento idrico.
Il vice primo Ministro Hui Liangyu ha detto che l’irregolare distribuzione delle piogge, eccessive in alcune aree e del tutto assenti in altre, ha creato uno stato di allarme nel paese più popolato del pianeta. Molti osservatori internazionali hanno ricordato che la Cina è uno dei principali produttori di CO2 del mondo e che deve adottare nel breve periodo misure più severe nel campo della lotta all’inquinamento.






