11 agosto, a Stoccolma parte la settimana mondiale dell’Acqua
Lo scorso 11 agosto ha preso il via a Stoccolma la ‘Settimana mondiale dell’Acqua’, evento organizzato dalle Nazioni Unite. I dati emersi hanno evidenziato l’assoluta drammaticità dell’approvvigionamento idrico per almeno il 20% della popolazione mondiale e per 30 Paesi. Numeri destinati ad aumentare secondo le previsioni, le quali ci dicono che nel 2025 la siccità riguarderà il 30% degli abitanti della terra e 50 Paesi del sud del pianeta.Invece l’accesso ai servizi sanitari primari, secondo gli esperti, attualmente è negato a 2,6 miliardi di persone; e i suoi effetti sono devastanti, con 2 milioni di bambini uccisi ogni anno dalla diarrea. Al vertice internazionale stanno partecipando 2mila 500 esperti, provenienti da 130 Paesi. Il filo conduttore è la questione inerente i cambiamenti climatici. Nel decennio 1996/2005 ben l’80% delle catastrofi naturali sono riconducibili al mutamento climatico in corso. In cima alla lista delle catastrofi ci sono le inondazioni, che hanno interessato ben 66 milioni di individui, tra il 1973 e il 1997.
Tuttavia la sfida principale che si profila, nel breve periodo, riguarda l’uso dell’acqua per scopi agricoli. Infatti la domanda di cereali, a scopi alimentari, aumenterà del 40% nel 2020 rispetto ai primi anni ’90. Di conseguenza gli esperti sono preoccupati dell’impatto inevitabile che può avere, sulla disponibilità di acqua, l’incremento della domanda di prodotti agricoli. Molti studiosi spiegano che per combattere l’aumento dei livelli di inquinamento sia necessario sfruttare i biocarburanti, ma per fare questo occorrerà avere disponibilità di acqua per innaffiare i campi per la coltura del "carburante" biologico. Pertanto la pressione che gli scienziati intendono esercitare sui governi è finalizzata a un utilizzo sostenibile e intelligente dell’acqua, sia a scopi civili che agricoli e industriali.






