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Green Cross: pubblicata la lista dei 10 Siti più contaminati del pianeta

La lista dei siti più inquinati del mondo è il frutto di una ricerca elaborata da Green Cross,  Ong svizzera di respiro internazionale e impegnata nel settore della tutela ambientale, in collaborazione con il Blacksmith Institute, centro ricerche americano.
Secondo gli esperti le principali cause dell'alta concentrazione di sostanze radioattive e inquinanti sono le miniere in disuso, i complessi industriali e la produzione di armamenti chimici.

Elio Pacilio, vicepresidente esecutivo di Green Cross Italia, ha dichiarato: "La lista conferma in modo inquietante quanto l’opinione pubblica più attenta già immaginava e consegna al nostro paese la responsabilità di agire. Tra le cause di maggiore inquinamento, spiccano quelle legate ai siti di produzione e stoccaggio degli armamenti eredità della guerra fredda. L’Italia si è formalmente impegnata a sostenere la Federazione Russa nell’opera di distruzione dell’arsenale chimico presente in Russia. Dopo anni finalmente i due Paesi hanno trovato l’accordo per le Convenzione bilaterale per l’applicazione degli accordi internazionali e per mantenere fede alle promesse solenni dei nostri governi. Sarebbe vergognoso se il Governo e il Parlamento non fossero in grado di attivare, a cominciare dal 2008, gli impegni relativi alla costruzione del centro di distruzione delle armi chimiche di Pochep in Russia. E’ importante dare un segno di volontà, anche limitato, stanziando la prima parte delle risorse previste dagli accordi internazionali sottoscritti dal nostro Paese".
 
I dieci siti in questione sono distribuiti in sette paesi e interessano la sopravvivenza di oltre 12 milioni di persone. Di questi buona parte sono bambini, i più esposti ai pericoli di una contaminazione.

Ecco l'elenco dei siti pubblicato da Green Cross, con a fianco la collocazione geografica: Sumgait Azerbaijan, Linfen Cina, Tianjin Cina, Sukinda India, Vapi India, La Oroya Perù, Dzerzinsk Russia, Norilsk Russia, Chernobyl Ucraina, Kabwe Zambia.

La lista comprende quasi solo ed esclusivamente paesi dell'ex Unione Sovietica oltre a Cina e India. Secondo gli esperti di Green Cross la presenza di numerosi siti contaminati in questi paesi è frutto della politica di armamento sfrenato perseguita durante gli anni della guerra fredda. Il rapporto 2007 potrà essere scaricato attraverso il sito www.greencross.ch

 

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