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Bruxelles ottobre 2007, confronto sullo sviluppo delle politiche sulla ricerca scientifica.

Lo scorso mese di ottobre si è tenuto a Bruxelles un incontro pubblico sul tema delle relazioni fra mondo della ricerca scientifica e la governance politica europea nell'ambito della ricerca stessa. Il seminario ha approfondito il tipo di relazione esistente, e quali prospettive sussistono, fra ricerca scientifica e scienze sociali. L¹iniziativa si svolge nel contesto del progetto europeo "Social Sciences and European Research Capacities".

L'evento è stato organizzato da un privato centro di ricerca sociale italiano - il Laboratorio di Scienze della Cittadinanza - in collaborazione con il "Parco Scientifico" Università degli studi di Roma Tor Vergata, la Maastricht University (Olanda), il Department on Technology and Society Science and Research Centre of Koper (Slovenia), la University of Primorska Fundación la General Universidad de la Rioja (Spagna), la University of Aarhus (Danimarca) e il Danish Centre for Studies in Research and Research Policy Seminar e l'Istituto bancario IntesaSanpaolo.

Secondo l'assunto di base prospettato dagli organizzatori e, nonostante la sua crescente rilevanza, la RST (Ricerca Scientifica e Tecnologica) continua ad essere percepita da importanti settori della popolazione e da una parte delle
leadership politiche, economiche e culturali come una sorta di corpo estraneo alla vita sociale; in qualche modo da isolare o, semplicemente, la cui gestione può essere demandata a un ristretto gruppo di istituzioni specializzate. Il consenso di cui gode la ricerca rimane in generale sproporzionatamente basso rispetto alla sua rilevanza. Anche la mobilitazione della società civile a sostegno della ricerca scientifica e tecnologica appare molto limitata, soprattutto se raffrontata con quella, assai più consistente, orientata a ridurne il campo di azione, per ragioni di natura etica o per motivi connessi alla difesa dell’ambiente.

Le prospettive definite dallo Spazio Europeo di Ricerca, promossa in questi mesi su iniziativa del Commissario Potocnik all'interno del cosiddetto "Libro verde", sottolinenano, tra i punti deboli dell’area europea di ricerca, non solo una carenza di investimenti, ma anche la mancanza di un ambiente favorevole e un’eccessiva frammentazione delle attività e dispersione delle risorse. Durante i lavori è stata rimarcata l'importanza che, accanto a pur fondamentali questioni di carattere economico, si ponga l’accento anche su fattori che chiamano in causa l’organizzazione sociale nel suo complesso e, al suo interno, quella dello stesso campo scientifico. In poche parole occorrerebbero maggiori investimenti finanziari, ma anche una maggiore incentivazione e diffusione, all'interno dei vari strati sociali dei singoli paesi membri, di una condivisa cultura della ricerca scientifica e più in generale dei processi di conoscenza umana quali strumenti di progresso e sviluppo globale.

Come abbiamo accennato in precedenza, l¹iniziativa rientra nell'ambito del progetto europeo " Social Sciences and European Research Capacities " (www.techresp.eu). I contributi che arriveranno saranno resi disponibili sul sito: www.scienzecittadinanza.org

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