Pianeta Terra: Artico e Groenlandia tra pochi decenni potrebbero restare senza ghiacci

Seconda la stragrande maggioranza degli scienziati mondiali, l'innalzamento delle temperature del globo potrebbe causare, nel breve e medio periodo, danni dalle conseguenze devastanti. Gli studiosi hanno dapprima individuato 9 aree critiche nel mondo a rischio danno ambientale. Da queste 9 ne sono scaturiti 3 sottogruppi, definiti in funzione del livello di rischio.
In cima alla classifica ''high risk'' si trovano Artico e Groelandia che, nel giro di pochi decenni, potrebbero subire il completo scioglimento dei ghiacciai durante i mesi estivi e, di conseguenza, provocare un innalzamento degli oceani di ben 7 metri.
Nella seconda fascia, tra le regioni a "media pericolosità", troviamo la foresta amazzanoica e quella boreale, la cui ridotta estensione potrebbe causare un brusco innalzamento dell'anidride carbonica presente nell'aria. Poi c'è il rischio desertificazione per l'avanzata del Sahara e l'inasprimento degli effetti prodotti da monsoni in India e nell'area sud dell'Asia.
In terza fascia, infine, si colloca solo la "Atlantic thermohaline circulation", ovvero il processo di correnti di profondità dell'oceano Atlantico che, tuttavia, svolge un'importante funzione nella determinazione del clima in Europa.
In conclusione è rilevante sottolineare la dichiarazione di Tim Lenton, dell'Università dell'East Anglia, che ha coordinato la ricerca: «La nostra società non si deve sentire al sicuro per il fatto che le proiezioni definiscono il riscaldamento del pianeta un processo graduale. Le nostre ricerche ci suggeriscono che diversi luoghi potrebbero raggiungere il punto di non ritorno in questo secolo a causa del cambiamento climatico prodotto dall'attività umana». L'inchiesta è stata realizzata grazie al lavoro prodotto da un team di 52 studiosi internazionali; e suoi i risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica «Proceedings of the National Academy of Science».






