Ricerca Apat su salute ambientale delle città italiane

Presentato a Roma il IV Rapporto dell'Agenzia per la protezione dell' Ambiente (Apat) sulla Qualita' dell'Ambiente Urbano in Italia. Il quadro delineato presenta luci e ombre.
Tra i buoni risultati figura l'aumento delle aree verdi presenti nelle città, con Verona e Cagliari che vedono crescere il numero di metri quadri di parchi e giardini a scapito della giungla d'asfalto. Migliora anche Napoli che registra una forte crescita percentuale di verde nel centro urbano. Tuttavia ancora troppo bassi i valori di estensione del verde pubblica in città come Taranto, Foggia, Messina, Bari e Reggio Calabria.
Invece per le emissioni di PM10 si registra un calo in tutte le città: si passa dal decremento minore (-4%) di Taranto a quello più elevato di Brescia (-67%). Il settore dei trasporti automobilistici è quello che incide maggiormente sulle emissioni nocive e in 11 città il suo apporto supera il 50% del totale. Roma è la città col maggior numero di automobili per abitante, con 699 vetture (malgrado ciò,questo dato corrisponde a un calo del 4,5%); anche se è la prima in Italia per incremento di vetture euro 4 con un +24,6%. Altre due metropoli, come Napoli e Milano, registrano entrambe una diminuzione del numero di auto, rispettivamente del 6 e del 9%. In controtendenza Taranto con un +10,8% di vetture circolanti.
Nel settore dei rifiuti si segnala un aumento della produzione nelle grandi città negli anni compresi tra il 2002 e il 2006 (+5,1%), inferiore tuttavia a quello prodotto dalle città di piccole e medie dimensioni (+8,9%). Nella raccolta differenziata i risultati migliori li ottengono Padova (39% del totale nel 2006), Torino (36,7%), Brescia e Prato (attestate intorno al 35%). Invece non superano il 10% città come Cagliari, Napoli, Catania e Messina.
Infine i consumi di gas hanno segnato un aumento generale dal 2000 al 2006 del 6,7%, ma sono diminuiti per uso pro-capite del 4,8%. Ovvero è incrementato il consumo industriale, ma è calato quello domestico. Calati anche i consumi di energia del 6,2% e di acqua, che nel 2000 segnava l'utilizzo di 75,3 litri ciascuno ma nel 2006 passava a 69,4. Si spera che questi risultati siano il frutto di un maggior senso di responsabilità acquisito dai cittadini nel processo di sfruttamento di queste preziose risorse.
Maggiori informazioni su www.apat.gov.it






