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Commissione UE: proposta l'abolizione della pesca allo squalo

Già da prima dell’uscita del film "Lo squalo", famosa pellicola del regista Steven Spielberg, il predatore dei mari incuteva all’uomo molto timore e rispetto. Rappresentava, e tutt’ora rappresenta, un vero e proprio simbolo delle ancestrali paure umane. Il grande predatore degli oceani che spunta all’improvviso dagli abissi imperscrutabili e suscita terrore ai bambini, ma anche ai più grandi.
Tuttavia i dati sulle attività predatorie praticate dall’essere umano raccontano una realtà molto diversa. Infatti la Società Americana per l’Avanzamento della Scienza ha pubblicato i dati, alquanto allarmanti, che riguardano la pesca allo squalo: tutte le specie di pescecane hanno subito, ovunque nel mondo, una riduzione di esemplari pari al 50% del totale, ma alcune – come lo squalo tigre e lo squalo martello – hanno patito una contrazione addirittura del 90%.
La causa è stata individuata nella grande richiesta da parte del mercato asiatico di pinne di squalo, utilizzate nella preparazione di zuppe e di altre prelibatezze alimentari.
Così l’Unione Europea ha deciso di dare un giro di vite alla pesca dello squalo; specie in quelle aree marine dove è più praticata come il Mare del Nord tra Scozia e Islanda, e sulle coste atlantiche di Francia, Spagna e Portogallo. Bruxelles vorrebbe ridurre la quota di tonnellate consentite alla pesca, da 1.715 a 859, nel biennio 2008/2009. Mentre dal 2010 la pesca dello squalo verrà definitivamente vietata. La proposta sarà sottoposta a breve dalla Commissione Europa ai 27 paesi membri, i quali dovranno decidere se trasformarla in legge o no. Un particolare di cui si dovrà tenere conto per forza riguarda il ruolo fondamentale svolto dallo squalo all’interno dell’ecosistema marino.


 

 

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