Bruxelles: l’Italia paga di più su pacchetto clima per ritardo su rinnovabili

Barbara Helfferich, portavoce del commissario europeo all'Ambiente, ha spiegato lo scorso 30 ottobre a Bruxelles che le nuove norme Ue su clima ed energia costeranno all’Italia lo 0,66% del Pil (circa 70 miliardi), una quota maggiore rispetto alla media europea che si attesta attorno allo 0,45%.
Lo sforzo maggiore richiesto alle finanze italiane sarebbe frutto, secondo l’Unione europea, del ritardo palesato dal nostro paese nell’uso di fonti rinnovabili all'interno del sistema produttivo energetico nazionale.
Le statistiche indicano che la quota di energia prodotta in Italia da fonti rinnovabile è pari al 7% del suo consumo complessivo, cifra secondo il pacchetto Ue che dovrebbe salire fino al 17% entro il 2020.
Prima della conferenza stampa la Helfferich ha incontrato una delegazione di esperti inviati dai ministri italiani. Oggetto dell'incontro: valutare la questione riguardante il calcolo dei costi per l’impegno italiano a rispettare le direttive comunitarie. Tuttavia da Bruxelles stanno studiando la possibilità di abbassare la quota obbligatoria del 17%, attraverso uno scambio di certificati verdi che da Roma si potrebbe avviare con i paesi extra europei che si affacciano sul Mediterraneo.






