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Bruxelles: l’Italia paga di più su pacchetto clima per ritardo su rinnovabili

Foto di Roberto Isotti

Barbara Helfferich, portavoce del commissario europeo  all'Ambiente, ha spiegato lo scorso 30 ottobre a Bruxelles che  le nuove norme Ue su clima ed energia costeranno all’Italia lo  0,66% del Pil (circa 70 miliardi), una quota maggiore  rispetto alla media europea che si attesta attorno allo 0,45%.
Lo sforzo maggiore richiesto alle finanze italiane sarebbe frutto, secondo l’Unione europea, del ritardo palesato dal nostro paese nell’uso di fonti rinnovabili all'interno del sistema produttivo energetico  nazionale.
Le statistiche indicano che la quota di energia prodotta in  Italia da fonti rinnovabile è pari al 7% del suo consumo  complessivo, cifra secondo il pacchetto Ue che dovrebbe  salire fino al 17% entro il 2020.
Prima della conferenza stampa la Helfferich ha incontrato una  delegazione di esperti inviati dai ministri italiani. Oggetto dell'incontro: valutare la questione riguardante il calcolo dei costi per l’impegno italiano a rispettare le direttive  comunitarie. Tuttavia da Bruxelles stanno studiando la  possibilità di abbassare la quota obbligatoria del 17%, attraverso uno scambio di certificati verdi che da Roma si potrebbe avviare con i paesi extra europei che si affacciano sul Mediterraneo.


 

 

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