AMBIENTANDOCI.IT - IL PORTALE DELL AMBIENTE PER LE SCUOLE
Torna alla Home Page

ACEA



Europarlamento: creare alleanza mondiale contro effetto serra

Foto di Roberto IsottiContro gli effetti prodotti dal cambiamento climatico, il Parlamnento dell’Unione Europea prova a rilanciare l’idea di una grande alleanza mondiale che potrebbe trasformarsi in una ''stanza di compensazione''. Obiettivo non secondario è quello di favorire la crescita e lo sviluppo della collaborazione fra paesi membri in materia di tutela ambientale. La lotta alla mitigazione dell’effetto serra prevede una contrapposizione totale per arginare la deforestazione. Al contempo l’Ue individua nelle misure a sostegno dell’agricoltura ecocompatibile, e nella tutela della fauna marina contro la pesca indiscriminata, altre misure necessarie a promuovere un’efficace politica di difesa della natura. Ma il nodo cruciale delle politiche europee si fonda sul consolidamento di un’interconnessione fra stati membri in materia di difesa ambientale. Basti pensare che i paesi dell’Ue hanno finora contribuito complessivamente con appena 5,5 mln di fondi a sostegno dell’ambiente.  Innanzitutto sara' essenziale un obiettivo di finanziamento a lungo termine, ma occorre inoltre trovare forme e processi di finanziamento innovativi per avvicinarsi ulteriormente alle somme necessarie per soddisfare le esigenze di tutela ambientale.
Una delle possibili soluzioni è quella di investire i proventi della messa all'asta delle quote di emissioni dell'emission trading. Questi proventi ammonterebbero a 75 miliardi di euro all'anno entro il 2020, secondo una prima stima. Una destinazione iniziale del 25% dei proventi a favore delle misure anti cambiamento climatico nei paesi in via di sviluppo, oltre che per l'alleanza mondiale, rappresenterebbe un investimento solido, efficace ed estremamente necessario per tali scopi.
Inoltre il Parlamento sollecita la Commissione Europea a riequilibrare la destinazione dei fondi per lo sviluppo dei progetti anti effetto serra nei paesi in via di sviluppo. Infatti l’Africa intercetta solo il 3% di questi fondi, che in misura quasi esclusiva (al 90% per la precisione) sono destinati a Cina, Brasile, Corea e India. Così come il Parlamento consiglia alla Commissione Europea di coinvolgere le parti in causa durante il processo decisionale della destinazione di questi fondi.
Dal Parlamento di Bruxelles fanno saper che la posta in gioco è alta: è ormai un dato di fatto che il repentino cambiamento delle temperature ha effetti sempre più dirompenti sull’agricoltura. Allo stesso tempo l’anomalo verificarsi delle precipitazioni diffuse, e relative inondazioni, devastano vaste aree territoriali in tutti i continenti del pianeta. Oppure l’innalzamento dei mari che a breve costringerà numerosi abitanti del Bangladesh a evacuare le zone costiere. Infine il dramma della siccità che costringerà alla migrazione milioni di persone. L’Europa cerca risposte concrete e immediate a questi problemi.

ALTRE NOTIZIE altre notizie


©2004 ACEA Spa | note legali | privacy | accessibilità |

Valid HTML 4.01!Level A conformance icon, W3C-WAI Web Content Accessibility Guidelines 1.0