Balene, troppo rumore da navi e sonar

Troppo rumore negli abissi oceanici. Questo minaccia la sopravvivenza delle balene se si pensa che negli ultimi 40 anni è aumentato di ben otto volte. Questo ha ridotto addirittura del 90% la distanza attraverso la quale i cetacei possono comunicare. Sonar e scandagli di vario genere stanno creando un vero e proprio caos sottomarino, interferendo nella comunicazione fra balene. Il rapporto è stato redatto dall’ 'Ocean noise: turn it down'' del Fondo internazionale per la
protezione degli animali (Ifaw), lanciato formalmente in occasione della Conferenza della Convenzione sulle specie migratrici del Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente
(Unep).
Il principale indagato del fracasso marino è senza meno la flotta commerciale di oltre 100 mila navi che nel mondo trasportano beni e merci da un capo all’altro del pianeta. Ma anche i rilevamenti sismici e i sonar militari producono rumori di oltre 200 decibel che possono alterare gli equilibri dei mammiferi marini.
Secondo il rapporto una particolare specie di mammifero marino, lo zifio, si spiaggia di frequente e trova la morte a causa del frastuono che regna nelle profondità marine. Questa particolare specie, infatti, vive sotto grandi profondità marine, laddove i sonar militari intensificano la loro attività.
Ma anche in questo caso i cambiamenti climatici giocano la solita parte negativa. Difatti il mutamento del clima ha ridotto del 10% la capacità dell’acqua di assorbire suoni e rumori.
Un primo passo è stato fatto dalle marine militari di Stati Uniti e Gran Bretagna: al primo avvistamento di balene e delfini le navi militari sono obbligate a interrompere le comunicazioni radar. Ma la realtà è che serve molto di più per tutelare la vita dei cetacei e dei mammiferi marini in generale.






