Bioenergie: per la FAO potenzialità di sviluppo in Paesi poveri

Le bioenergie, se prodotte su piccola scala da comunità locali, possono giocare un ruolo significativo per lo svilupporurale dei Paesi poveri. A sostenerlo è un recente rapporto della FAO e del Department for International Development della Gran Bretagna che analizza 15 progetti di start up di una vasta gamma di tecnologie, alcune sofisticate ma anchealtre del tutto elementari. Lo studio evidenza i numerosi benefici che, in generale, le bioenergie apportano ai Paesi più poveri: non solo maggiore efficienza delle risorse naturali e possibilità di produrre, contemporaneamente, sia cibo che combustibili, ma anchecreazione di posti di lavoro e di nuovo capitale finanziario. In tutti i casi esaminati dal rapporto FAO-DFID, la produzione di bioenergia non ha mai messo in pericolo la sicurezza alimentare, sia perché derivante da culture non destinate alla nutrizione, sia perché la produzione avviene su piccole aree o su terreni marginali. "Il dibattito sulla bioenergia è concentrata in gran parte sui combustibili liquidi utilizzati per l'autotrazione - ha affermato Olivier Dubois, del Dipartimento delle Risorse Naturali della FAO - ma oltre l'80% dei biocombustibili utilizzati nel mondo provengono da altre fonti, e in particolare dal legno, utilizzato per cucinare e per riscaldarsi nelle regioni povere del pianeta". Le preoccupazioni sul possibile impatto che i biocarburanti per autotrazione possono avere sull’ambiente e sulla sicurezza sono state superate dagli innegabili benefici evidenziati nei casi esaminati dallo studio.
Per saperne di più http://www.fao.org/news/story/en/item/11355/icode/ (More News/Study shows bioenergy benefits for rural poor)






