Nanotecnologie: è italiano il primo motore a batteri, futura fonte di energia

E’ stato ideato e costruito in Italia da ricercatori del dipartimento di Fisica dell’università La Sapienza di Roma il primo motore a batteri del mondo, originariamente pensato nel 2006 da ricercatori giapponesi. Il meccanismo, filmato in azione, è costituito da una minuscola ruota dentata di plastica, del diametro di 40-50 millesimi di millimetro (micron), con denti di lunghezze diverse ma orientati nella stessa direzione e immersi in una soluzione di microrganismi che, agitandosi, la fanno ruotare in modo regolare. ''Quella che abbiamo ottenuto è una prova di concetto, con la quale dimostriamo che il sistema previsto in teoria funziona realmente" - spiega il direttore del dipartimento, Giancarlo Ruocco, a capo del gruppo dei ricercatori ideatori del motore. "Al punto in cui siamo – aggiunge - il lavoro dei fisici è più o meno finito; adesso bisogna mettersi al lavoro per il trasferimento tecnologico''. A breve termine, le prospettive di utilizzo del motore è nei chip-laboratorio, che permettono di analizzare in tempi rapidissimi sangue e altre sostanze. Tra non meno di dieci anni, con i dovuti passaggi tecnologici auspicati dallo stesso Ruocco, il motore a batteri è un’invenzione che aprirà la via alla meccanica miniaturizzata e potrà essere una svolta per la produzione di energia a basso costo: è possibile, infatti, convertire energia chimica in colonie di batteri e trasformarla in un moto organizzato, utilizzabile per produrre corrente elettrica.






