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Dal 15 novembre al 15 dicembre 2004, nelle principali sale cinematografiche romane, sarà distribuito

Ideato dal Consigliere Delegato per l’Handicap, Ileana Argentin, prodotto dalla Società Embrio.net e promosso dall’Ufficio Comunicazione del Comune di Roma, lo spot "Neanch’io" mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’handicap.

Protagonisti dello spot sono due giovani attori che giocano alla play station. Uno è normodotato, l’altro su di una sedia a rotelle. Giocano divertendosi in una casa. I due ragazzi sono ripresi prima a mezzo busto, poi vengono ritratti solo i loro primi piani, quindi nell’interezza.
Solo nella sequenza finale del filmato, della durata di circa venti secondi, si capisce che uno di loro ha un handicap, ma è un dettaglio.
Rispetto a cosa?
Al divertimento, alla sintonia che li contraddistingue, alla splendida performance che riportano nel gioco. E allora è vero che spesso trattiamo le persone disabili come tali solo nel momento che abbiamo una percezione diretta del loro handicap, altrimenti neanche ce ne accorgeremmo.

Nel filmato ci sono continui richiami al superamento dell’handicap. Per esempio la velocità e agilità con la quale i due giovani, anche il portatore di handicap, riescono a giocare. Le dita si spostano velocemente sulla console, la concentrazione è intensa e continua, gli occhi non si scostano un attimo dal monitor. Le citazioni cinematografiche a "Matrix" sono tante, dalle inquadrature, ai suoni agli spostamenti. La pubblicità istituzionale si ispira a situazioni che con l’handicap o svantaggi generici hanno poco a che fare, anzi sono l’apologia dell’eccesso di capacità. Tutto questo è voluto.

Lo sforzo del Consigliere Argentin, ribadito dell’Assessore Mariella Gramaglia durante la conferenza stampa di presentazione dello spot avvenuta lunedì 15 novembre alla Sala dell’Arazzo del Comune di Roma, è quello di contribuire all’eliminazione di tutte le barriere culturali e i pregiudizi legati al mondo dell’handicap. E’ un monito a concepire i rapporti umani senza alcun pregiudizio legato a eventuali limiti psicofisici e a sapersi relazionare in modo universalmente "civile" e "corretto" con ogni persona.
L’Handicap non deve esistere nelle nostre menti, non deve condizionarle in negativo.

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