Lavoro: in crescita occupazione "verde"
Aumentano in Italia gli occupati nel campo ambientale. Nel decennio 1993-2003 si è registrata una crescita quasi del 20% passando da 264mila unità a 311mila. In gran parte sono laureati in ingegneria ambientale, scienze ambientali, biologia, geologia e agronomia, ma anche tecnici nel settore del commercio naturalistico (erboristerie e supermercati di alimenti biologici), ingegneri nel settore energetico e nei processi di certificazione della qualità nel ciclo industriale.I mercati che anno assorbito il maggior numero di lavoratori sono l'agroforestale (50%) e il riciclo dei rifiuti (30%), poi l'energetico, il controllo del disinquinamento, la tutela urbanistica e dei beni culturali (per il restante 20%). Spesso la difesa ambientale si scontrava con la realtà del mercato del lavoro, chiudere un'industria perché inquinante comportava anche la perdita di numerosi posti di lavoro. Oggi non sono poche le fonti di occupazione create dalla difesa del patrimonio ambientale: agriturismi, imprese di tessuti eco compatibili e materiali per la bioedilizia.
Al contempo le analisi di settore delineano anche nuove l'opportunità per il futuro attraverso il potenziamento di normative e codici che garantiscono lo sviluppo sostenibile e coniugano le leggi dell'economia con le necessità della salvaguardia ambientale. Non è un caso che l'unica forma di finanziamento erogata dall'Europa alle imprese, riguarda solo ed esclusivamente progetti finalizzati al miglioramento dell'impatto ambientale come i sistemi di sicurezza, il controllo delle emissioni e la riduzione dei consumi di materie prime inquinanti.
Da sottolineare le inevitabili conseguenze sull'organizzazione del lavoro con la nascita di nuove figure professionali come l'energy manager. Di solito laureato in ingegneria o in chimica, l'energy manager è colui che si occupa di ottimizzare i processi industriali, analizzando e controllando l'emissione gassosa di sostanze inquinanti come il monossido di carbonio e lo smaltimento di rifiuti tossici, segue l'organizzazione del trasporto di merci pericolose, studia la riduzione degli imballaggi dei rifiuti, promuove una cultura per il risparmio energetico in azienda, incentiva il riciclaggio e l'uso di prodotti eco compatibili.
Altra figura professionale rivalutata dagli analisti è quella dell'agricoltore, sostenendo che la sua capacità di lavorare la terra comporta tra le tante cose anche la tutela dell'ambiente e l'arricchimento della biodiversità.
L'ambiente non è più solo un valore etico, sociale e culturale da promuovere e praticare, ma anche una nuova risorsa per l'economia e l'occupazione.






