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Energia: dall'Europa nuove ricerche su fonti alternative

Finalmente arrivano i primi risultati da progetti scientifici per lo studio dell'utilizzo di fonti energetiche alternative. Le ricerche sono finanziate e condotte dall'Unione Europea.
In particolare la UE sta effettuando un bilancio di questi programmi, interessandosi nello specifico ai sistemi di produzione da biomasse e fotovoltaico.

La biomassa ottenuta dal legname, dai residui agricoli e dai rifiuti organici, rappresenta la risorsa rinnovabile ideale in grado di fornire carburanti liquidi su larga scala, per rifornire di benzina il settore trasporti di ogni paese dell'Unione.
Nel fotovoltaico, invece, si sta sviluppando una tecnologia economica per impiegare prodotti efficaci in sostituzione del silicio, sostanza altamente inquinante e nociva alla salute, allo scopo di produrre moduli meno cari e più semplici di pile solari.

In questa direzione si stanno sviluppando quattro filoni di ricerca. Il primo, chiamato Progetto Time, è finalizzato a rimpiazzare i carburanti tradizionali attraverso la biomassa, come già si fa su larga scala in Brasile, ad esempio, dove la benzina è stata sostituita da un derivato della canna da zucchero. Intorno al Progetto Time lavora una equipe di ricercatori danesi, finlandesi, ungheresi, svedesi, svizzeri e italiani che hanno incentrato il loro interesse sulla conversione dalla biomassa in etanolo.
Un altro gruppo di lavoro composto da studiosi francesi, greci, olandesi, inglesi e italiani invece sta portando avanti una ricerca, il Progetto bio-elettricità, per sperimentare la conversione della biomassa in idrogeno allo scopo di produrre industrialmente elettricità nelle pile a combustibile, una soluzione ideale sia in sistemi fissi che nei trasporti.

Il terzo progetto, denominato H-Alfa-Solar, invece è indirizzato alla messa a punto di sistemi di produzione di apparecchi alimentati a energia solare, nei quali si realizzi una efficace diminuzione dell'impiego di silicio.

Ultimo il programma Procis, condotta da tecnici svedesi, tedeschi, francesi e svizzeri, finalizzato all'applicazione di nuove tecnologie legate al fotovoltaico.
Obiettivo della politica energetica della UE, è risolvere l'annoso problema dell'approvvigionamento energetico nel settore dei trasporti che dipende al 97% dal petrolio, materia prima destinata ad esaurirsi in un futuro non lontanissimo e comunque dannosa per l'ambiente e la natura.

 

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