22 marzo: giornata mondiale dell'Acqua
L'Onu ha indetto per il 22 marzo la giornata mondiale dell'acqua. L'oro blu (chiamato così proprio per l'importanza che ricopre per la sopravvivenza del pianeta) è un bene assai raro in molti paesi sottosviluppati e altrettanto ricercato anche in alcune regioni dei paesi occidentali. I dati emersi sono a dir poco drammatici: un miliardo di persone nel mondo non ha accesso a fonti di acqua potabile, un bambino su cinque nei paesi dell'Africa sub sahariana muore per mancanza di acqua; mentre altri 400mila bimbi contraggono malattie potenzialmente mortali a causa della disidratazione del loro organismo.
La carenza idrica però non affligge solo i continenti più poveri: l'acqua non depurata ogni anno è causa di malattie, spesso mortali, per 11mila ragazzi al di sotto di 14 anni che vivono nei paesi dell'Europa orientale.
La Fao ricorda che la principale causa di consumi idrici è l'agricoltura: nei paesi arretrati per produrre un chilo di grano occorre una tonnellata di acqua. Le reti fatiscenti e la mancanza di risorse tecnologiche sono la principale causa degli ingenti sprechi d'acqua.
Anche l'Italia ha i suoi problemi così come ha ricordato il Ministro dell'Ambiente Matteoli: "L'Italia è tra quei Paesi che hanno una domanda alta rispetto alle proprie risorse ed è quindi suscettibile di soffrire di stress idrico: un problema che porta il nostro Paese, a volte, a un'eccessiva estrazione di acque sotterranee con conseguente impoverimento dell'acqua potabile e intrusione di acqua salata nelle falde acquifere costiere". In Italia il 48% del prelievo idrico è destinato ad usi agricoli, il 38% ad usi civili ed industriali, il restante 14% per la produzione di energia.
Ancora una volta ci dobbiamo ricordare di contenere gli sprechi di acqua, materia tanto preziosa quanto non disponibile in quantità illimitata.






