Sondaggio UE: cittadini europei attenti alle tematiche ambientali
I cittadini europei amano vivere in un ambiente sano e protetto, fattore importante quanto il benessere dell'economia. E' quanto emerge da un sondaggio di Eurobarometro, il primo realizzato nell'Ue a 25 per valutare la percezione dell'ambiente come valore. La ricerca ha previsto la somministrazione di un questionario ad un campione di circa mille cittadini per ogni stato membro. L'85% degli intervistati si augura che i responsabili politici prestino alle questioni ambientali la stessa attenzione che riservano ai problemi economici e sociali. Leggermente inferiore, ma pur sempre alta (79%), anche la percentuale degli italiani che danno grande importanza all'ambiente, mentre i maggiori sostenitori di questa tesi (91%) sono i cittadini dei nuovi stati membri: Polonia, Estonia, Lituania, Lettonia, Ungheria, Cipro, Slovacchia, Slovenia e Repubblica Ceca. SMOG PRIMA PREOCCUPAZIONE - In cima alla lista delle preoccupazioni degli italiani viene lo smog e l'inquinamento dell'aria (44%); mentre per gli europei al primo posto c'e' l'inquinamento dei mari e dei fiumi (47%), seguito dalle calamità provocate dall'uomo e dagli incidenti industriali (46%), dai cambiamenti climatici (45%), dall'inquinamento atmosferico (45%) e dall'impatto sulla salute delle sostanze chimiche (35%) che e' fonte di preoccupazione anche per il 31% degli intervistati italiani.
SCARSA INFORMAZIONE - Alla domanda se ritengano di essere sufficientemente informati sulle questioni ambientali, il 44% ha risposto di avere scarse notizie. In particolare, i cittadini Ue ritengono di non avere adeguate informazioni per quanto riguarda l'impatto delle sostanze chimiche sulla salute (41%) e sugli organismi geneticamente modificati (40%). Ma gli italiani (38%) si dicono scarsamente informati soprattutto sulla biodiversità e sull'estinzione di specie animali o vegetali.
FIDUCIA IN AMBIENTALISTI, POCA IN GOVERNI - Un'ampia maggioranza di cittadini, rileva ancora Eurobarometro, si fida soprattutto delle associazioni ambientaliste (42%), degli scienziati (35%) e della televisione (18%) per ricevere informazioni in campo ambientale. L'Unione europea o i governi nazionali e locali, quanto a livello di informazione, ricevono invece la fiducia di appena il 12% dei cittadini. Quando si tratta di prendere decisioni in materia ambientale, invece, gli intervistati si dividono equamente: un 33% dice che spetta a Bruxelles e una uguale percentuale sostiene che e' compito dei governi nazionali.
POCHI DICONO NO AD AUTO - Solo il 23% degli italiani (contro una media Ue del 43%) risponde che spesso si impegna per prendersi cura dell'ambiente, mentre il 53% risponde di farlo solo saltuariamente. "Vorrei fare di più", dice il 31%, ma "comporta troppi problemi", dalla perdita di tempo o di denaro. Il 61% degli italiani (72% degli europei) dice tuttavia di essere disposto a impegnarsi nel riciclaggio dei rifiuti, il 34% (30% nell'Ue) a lasciare l'auto a casa e utilizzare i trasporti pubblici, ma solo il 10% (8% europei) afferma di rinunciare all'auto e il 32% di ridurre il consumo di energia elettrica (39% degli europei).
Positivi i commenti dai vertici della Commissione europea, che giudica i risultati la dimostrazione la sensibilità dei cittadini europei verso l'ambiente. L'inchiesta, sostiene ancora Bruxelles, conferma anche gli esiti di un'altra indagine realizzata nel febbraio scorso che indicava come la maggioranza dei cittadini Ue ritiene che le politiche ambientali rappresentino una fonte di sviluppo e innovazione per l'economia (64%) e non un ostacolo o un freno all'innovazione (20%).






