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Gran Bretagna: il pianeta è sotto minaccia catastrofe?

Nei giorni passati alcuni quotidiani e settimanali nazionali hanno ripreso una serie di interviste pubblicate dal giornale britannico "The Guardian" ad alcuni famosi scienziati in merito al futuro del  pianeta ed eventuali minacce che ne metterebbero a dura prova la sopravvivenza. Le risposte degli studiosi hanno suscitato scalpore, qualche preoccupazione e anche molta perplessità.
Dai buchi neri alla ribellione dei robot, dalla pioggia di asteroidi ad epidemie virali, numerose le tragedie che da un momento all’altro potrebbero abbattersi sull’uomo e sulla natura, mettendo in pericolo ogni forma di vita.

A parziale consolazione occorre sottolineare che spesso, in un passato sia lontano che recente, gli scienziati si sono dilettati nell’arte della previsione catastrofica senza però indovinare alcunché. Anzi, proprio il progresso scientifico, e lo sviluppo della conoscenza umana in molti campi, ha permesso di migliorare ampiamente la qualità della vita umana.
Vediamo cosa hanno dichiarato gli eminenti studiosi: Nick Brooks climatologo inglese, afferma che l’incremento a breve dei gas serra potrebbe aumentare a dismisura la temperatura terrestre con gravissime conseguenze per la natura e quindi per l’uomo; Donald Yeomans, astrofisico, sostiene che la terra corre un rischio "medio" di essere investita da un grosso asteroide entro pochi decenni, ovvio che resterebbe una landa desolata, inospitale e priva di vita. Hans Moravec, professore di robotica statunitense, profetizza l’evoluzione dei robot al punto da causarne una ribellione e un conseguente soppiantamento del genere umano, un po’ come nei film del genere catastrofico hollywoodiano ("Terminator" e la "Città dei Robot"). L’israeliano Nir Shaviv teme una pioggia di raggi cosmici causati da una mega supernova, che potrebbero annientare qualsiasi organismo vivente. Più "realista" il londinese Bill McGuire che parla di una devastante eruzione vulcanica, fenomeno che di fatto si verifica ogni 50mila anni.
Mai come in questo caso gli "umani" fanno superstiziosi scongiuri, poco validi scientificamente, ma quasi inevitabili di fronte ad una serie di allarmi così catastrofici. Speriamo che stavolta la scienza prenda un grosso granchio.

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