Clima: innalzamento mare metterebbe a rischio coste italiane
E' emerso, da alcune una serie di ricerche scientifiche condotte da Greenpeace e Nef (New Economics Foundation) riguardanti lo studio dell'innalzamento delle maree e l'erosione delle coste in Europa, che il livello del Mar Mediterraneo crescerà di almeno un metro entro il 2010. Se ciò dovesse accadere l'Italia si troverebbe a dover fronteggiare un serio problema per la salvaguardia di oltre 1.700 chilometri di costa, ovvero il 25% del totale.
Gli interventi riguarderebbero la tutela delle case e degli edifici in riva al mare ed una serie di misure per contenere l'eventuale fenomeno delle inondazioni. Il costo previsto si aggira tra i 120 e i 270 milioni di euro.
Il dato più preoccupante, però, riguarda le conseguenze nefaste che i cambiamenti climatici provocheranno sui paesi più arretrati, così come spiega Roberto Ferrigno di Greenpeace "E' scandaloso che i Paesi ricchi, responsabili del cambiamento climatico, spendano miliardi per il loro adattamento e abbiano previsto appena 0,41 miliardi di dollari per aiutare i Paesi poveri ad affrontare il problema. Ad oggi, poi, solo una minima parte di questa somma è stata realmente messa loro a disposizione".
Basti pensare che per adeguare i propri servizi sanitari dopo la prima ondata di calore (assistenza domiciliare, sistemi di aerazione di ospedali e strutture sanitarie, campagne di informazione, ecc.) la Francia da sola spende quasi il doppio di quanto stanziato per i Paesi in via di sviluppo.
In conclusione Greenpeace e Nef ritengono che i Paesi ricchi dovrebbero spendere, per aiutare i Paesi poveri, almeno la stessa cifra (73 miliardi di dollari) impiegata per alimentare il cambiamento climatico.






